giovedì, 06 novembre 2008




Da "Factotum"


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categoria: musica, poesia, cinema, cortometraggi


sabato, 12 gennaio 2008

Tempesta Elettrica

jim morrison

"Le parole dissimulano

Le parole corrono

Le parole rassomigliano a bastoni che camminano

Piantale, cresceranno

Guardale ondeggiare come fanno

 

Tratto da Jim Morrison, Tempesta Elettrica Poesie e scritti perduti (Mondadori).

postato da johnourfather alle ore gennaio 12, 2008 16:53 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: musica, poesia, libri, letteratura


venerdì, 28 dicembre 2007

PER UNA MOMENTANEA FUGA DALLA RABBIA

Senza nome

 

movimento

 

Il palmo sollecita l’aria

 

una linea vagheggiata squarta il petto

 

vedo un angelo spurio riflesso.

 

Occhi grigi poggiano su un davanzale di terracotta

e la nebbia delle reminiscenze sbeffeggiando risale la schiena.

 

La pioggia traspare il sudore dell’amore sotterraneo

 

Le strade del sogno si biforcano partorendo figli gemelli

che partoriscono incubi

che divorano allucinazioni.

 

Lento il labbro si spacca

 

fuoriesce un soffice calore sanguigno.

 

Un angelo spurio nel regno della caducità.

movimento

 

Una voce frantumata e lacerata.

 

Araldi della mente proiettano storie

ma forbici folli renderanno amorevole

l’alito che sale per le cime della notte.

 

Che dolce pena

è la pena irriverente della commiserazione…

morbide risonanze riflette il dolore.

 

Quanto costa lasciare un’ impronta ai posteri?

 

La voce implode il cuore.

Fracida terra è la mente:

madre insana.

 

movimento        

 

La fiamma di una candela

culla incubi

nuvole di fumo proteggono fantasmi.

 

Il cappuccio del boia appare e scompare

dietro l’altare della solitudine.

 

Le pareti crollano.

I respiri sono grevi.

Le cornici infuocate sfumano

in un tramonto fugace, lontano,

mai vissuto.

 

La luce fioca della baia nasconde l’ombra remota dell’amore.

C’è riparo solo nell’arcano palmo.

 

Padrenostro Giovanni

Copyright 2008, Statale 11 Editrice

 

postato da johnourfather alle ore dicembre 28, 2007 15:19 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: poesia, letteratura


lunedì, 24 dicembre 2007

Forse ne faranno un film

Senza nome


E ora che tutto è consumato cosa resta da fare?
Madonna al capezzale della misericordia di sfumata solitudine
Adesso che tutto è lacerato, divorato, cosa resta da fare?
Crocifisso frantumato, inchiodato su pareti sgretolate da un calore sintetico
Cosa resta da fare?
Inchiodare le mani succinte in preghiere al carbone,
bruciate sotto stelle cosparse di fuochi?
Cosa… cosa?
Cosa è restato in questo immenso pozzo nero del nostro amore e della nostra promessa?
Camminare verso rotte spezzate alla ricerca di un sorriso annebbiato,
camminare alla ricerca di un nuovo cielo,
camminare per consacrare stirpi di futuri assassini?
Cosa resta immacolata immagine di luce di questi suoni sotterranei?
Pagine, immagini che si susseguono, parole e lacrime.
Lunghe vesti di dolori al capezzale della storia.
Forse ne faranno un film.

Giovanni Padrenostro

Copyright 2008, Statale 11 Editrice


postato da johnourfather alle ore dicembre 24, 2007 13:10 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, letteratura


domenica, 23 dicembre 2007

Carne

4670-1

I miei sogni impastati di sangue e ombre sono sottofondi di preghiere infrante in vicoli ciechi, accanto a mucchi di foglie appassite.

Siamo noi, amata, vita artificiale?

Le nostre anime fluttuano in laghi di ghiaccio cercando il calore della pelle.

Il silenzio è la cornice dell’assenza di Dio; ma i tuoi occhi slabbrano i lati.

Baciami!

Siamo noi, forse, vita artificiale?

Le malattie percorrono, con spalle striscianti al muro, le nostre stanze, indifferenti al silenzio.

Quali sono le emozioni di questa vita in comune?

Le nostre labbra si inumidiscono, i nostri corpi si cercano, i nostri occhi si riappropriano della loro luce.

Siamo noi, amata, vita artificiale?

Questa aria che respiriamo non ci contiene; e se questa fosse l’ultima notte del mondo?

Le nostri carni, allora, si sfalderanno unite in un ricamo di tappeti persiani lasciando una via libera al Dio della trama.

Baciami!

Amata, torniamo al nascondiglio, noi non siamo vita artificiale.

Giovanni Padrenostro

 

 

postato da johnourfather alle ore dicembre 23, 2007 21:21 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: poesia, letteratura


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