
Chi sono questi mostri invisibili del romanzo di Chuck Palahniuk?
Potrebbero essere chiunque.
Gli emarginati della società o le persone ben integrate nel sistema che nascondono dietro maschere la loro mostruosità invisibile. La struttura della narrazione del romanzo si articola in base ai comportamenti sessuali dei suoi personaggi. C’ è solo apparenza nella nostra vita o anche sostanza? Ciò che appare non è e ciò che sembra è solo un riflesso. Ecco che allora i genitori di Shannon nascondono la loro mostruosità (Morale?) dopo essere stati la causa della morte (apparente?) del proprio figlio; ecco che la stessa Shannon cerca di fuggire dalla propria bellezza (ma per cosa? per noia? per egocentrismo? o per attirare su di se l’amore dei propri genitori?). E nel bel mezzo di questo aggrovigliarsi di vite disilluse e dolorose che cercano una pace interiore affrontando più o meno la propria diversità, la struttura del romanzo ci dice qualcosa di noi, del nostro mondo. Perché nelle storie che ci narra Palahniuk non c’è solo la crudezza di vite vissute al limite, ai margini, all’eccesso, ma c’è la nostra società e la sua linfa corrosiva.
Ecco alcuni brevi stralci:
“I quiz televisivi sono studiati per farci sentire a nostro agio in quei fatti casuali e inutili che sono tutto quel che ci rimane della nostra istruzione”
“Quello che voglio dire è che non puoi evitare il mondo , e non sei responsabile dell’aspetto che hai, se sei belloccia o brutta come la fame. Non sei responsabile per come ti senti o per cosa dici o per come ti comporti o per qualsiasi cosa fai. È tutto fuori del tuo controllo. […] allo stesso modo di un compact disk non è responsabile per quello che c’è registrato sopra, noi siamo cosi. Sei liberà di agire quanto un computer programmato. Sei unica quanto una banconota da un dollaro. […] non esiste nessun reale tu in te. Perfino il tuo corpo fisico, tutte le tue cellule saranno rimpiazzate entro otto anni. Pelle, ossa, sangue, e trapianto di organi da una persona all’altra. Anche quello che già c’è dentro di te, le colonie di microbi e di vermi che mangiano il tuo cibo per te, senza di loro moriresti. Niente di te è tuo fino in fondo. Tutto di te è ereditato. […] rilassati qualsiasi cosa tu stia pensando, un milione di altre persone l’hanno già pensata. Qualsiasi cosa tu faccia, altri lo stanno facendo, e niente di te è responsabile. Tutto di te è sforzo cooperativo. […] sei un prodotto del nostro linguaggio e di come sono le nostre leggi e di come crediamo Dio ci voglia. Ogni minima molecola di te è già stata pensata da qualche milione di persone prima di te. Qualsiasi cosa tu faccia è noiosa e vecchia e va perfettamente bene. Vai sul sicuro perché sei intrappolato dentro la tua cultura. Qualsiasi cosa tu concepisca va bene perché riesci a concepirla. Non riesci a immaginare nessuna via di fuga. Non c’è via di scampo. Il mondo è la tua culla e la tua trappola. […] e se puoi trovare una via d’uscita dalla nostra cultura, anche quella è una trappola. Basta voler uscire dalla trappola per rafforzare la trappola. […] il modo migliore è di non combattere, lascia perdere. Non cercare sempre di aggiustare le cose. Quello da cui scappi non fa che rimanere con te più a lungo. Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte.[…] non fare quello che vuoi. Fai quello che non vuoi. Fai quello che sei allenata a non volere. Fai le cose che ti spaventano di più”
“Perché la bellezza è potere allo stesso modo in cui il denaro è potere allo stesso modo in cui una pistola carica è potere”
“Scopri il valore in quel che ti hanno detto che non vale nulla. Scopri il bene in ciò che il mondo dice che è male. Scopri quello di cui hai paura e vacci a vivere”
Quanto è vero, ancora oggi?